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Curiosità ed aneddoti
Da pionieri della Terra a classe predominante Si ritiene che gli insetti siano comparsi sulla Terra nell’era primaria o Paleozoica, circa 350 – 500 milioni di anni prima dell’uomo. Nel corso delle ere sono riusciti a colonizzare tutto il globo, superando cataclismi naturali e glaciazioni. Attualmente gli insetti rappresentano i tre quarti delle specie viventi sulla Terra, contando circa cinque milioni di specie, di cui oltre ottocentomila descritte dagli studiosi.
Libellule preistoriche giganti Nel 1880 sono stati scoperti nelle miniere di carbone di Commentry dei fossili di un enorme insetto simile ad una libellula, risalente all’era del Carbonifero, chiamato dal paleontologo francese Charles Brogniart Meganeura monyi. L’insetto, dotato di un’apertura alare di circa 75 cm, pare fosse un predatore che si nutriva di piccoli anfibi ed insetti.
Pulce sottozero La pulce dei ghiacciai (Desoria glacialis) venne scoperta per la prima volta sul Monte Rosa. Il biologo francese Nicolet intraprese un curioso esperimento: la congelò a -11°C e dopo 10 giorni, la scongelò di nuovo. Appena, fuso il ghiaccio, la pulce riprese immediatamente a saltare. In alta montagna possono costituire dei gruppi così numerosi da provocare il fenomeno della cosiddetta “neve nera".
Insetti da corsa Generalmente gli insetti sono in grado di volare ad una velocità il cui range oscilla tra i 50 ed i 60 Km/h (alcuni lepidotteri e ditteri). In alcuni casi (Austrophlebia) possono sfiorare i 100 Km/h.
Radar biologici Un insetto chiamato Melese leodamia, è in grado di emanare delle onde sonar che disturbano quelle emesse dai loro predatori, i pipistrelli, riuscendo così a sfuggire alla cattura. Prendendo spunto da questa straordinaria caratteristica un reparto dell’aeronautica inglese, addetto al disturbo dei radar nemici, ha inserito al centro del proprio stemma l’immagine dell’insetto, con sotto la scritta in latino Confundemus.
Elicotteri e calabroni L’ingegnere aeronautico americano di origine ucraina Igor Ivanovich Sikorsky rispose allo scetticismo dei rappresentanti dell’industria aeronautica nei confronti di un suo progetto con una frase rimasta nella storia e tuttora scritta in un capannone degli stabilimenti di Harford (Connecticut) della United Aircraft: “il calabrone, secondo le leggi dell’aerodinamica, non può volare. Il calabrone, però, non lo sa e vola ugualmente” . Il russo fu l'ideatore del primo elicottero in configurazione a singolo rotore, stabile e controllabile che cominciò ad essere prodotto su larga scala a partire dal 1942 e dal quale derivarono la maggior parte degli elicotteri di successo nel mondo (sebbene Sikorsky non sia l'inventore dell'elicottero).
Salto in alto La forza muscolare relativa, cioè il rapporto tra il peso sollevato ed il peso del corpo, negli insetti è enorme. Basti pensare che per eguagliare un salto di 30 cm fatto da una pulce un uomo alto 1,80 cm dovrebbe spiccare un salto in alto di 360 m!
Prolificità degli insetti La prolificità degli insetti può essere in certi casi prodigiosa: una mosca femmina, in cinque mesi, può mettere al mondo 4.000 trilioni di discendenti; una femmina partenogenetica (che genera figli senza l’intervento del maschio) di afide (pidocchio delle piante) in 300 giorni può dare una progenie costituita da un numero di individui di 68 seguito da 33 zeri! Da un solo uovo di alcune specie di imenotteri possono nascere circa 1.500 figli.
Omosessualità degli insetti Vi sono insetti che in alcuni casi possono manifestare un'apparentemente omosessualità. In realtà ciò è il risultato di un trucco messo in atto da alcuni maschi della mosca scorpione (Panorpa communis) che per accoppiarsi con la femmina deve donarle delle prede succulente. In alcuni casi poiché il maschio e la femmina sono molto simili, alcuni maschi assumono il comportamento delle femmine, in modo da ricevere da un corteggiatore la preda che quest’ultimo ha catturato, utilizzandola poi per adescare una vera femmina.
Longevità La durata della vita degli insetti in alcuni casi può essere assai breve. Le efemeridi per esempio vivono per un solo giorno, durante il quale pensano esclusivamente a riprodursi. Il loro nome deriva dal greco ephémeros (che dura un giorno). Questa particolare caratteristica ha ispirato numerosi poeti che vedevano in esse l’effimera esistenza dell’uomo: “Gli effimeri non hanno bocca; non mangiano, non bevono. Sopra l’acqua, fra le canne, trasvolano al loro destino; che è il coito e la morte; la fecondazione, la genitura, la conservazione di una forma fragile, d’una labilità continuamente riprodotta”(G. D’Annunzio). Per contro le regine di alcune specie di termiti possono diventare quasi centenarie.
Lo scarabeo al tempo degli antichi Egizi Lo scarabeo era a tal punto venerato dagli antichi egizi, come simbolo magico di vita e del divenire, che era considerato uno tra i più importanti e potenti amuleti. Il suo nome in egiziano era determinato dalla parola Kheprer, molto simile foneticamente alla parola Kheper, che significava “diventare”. Il culto eliopolitano del sole “Ra”, assocerà quest’ultimo proprio con lo scarabeo. Secondo la leggenda, nei periodi più antichi dell’Egitto, esistevano solo scarafaggi maschi che depositavano il proprio seme sottoterra sotto forma di una pallina. Da questa sorta di fecondazione nasceva la prole. Si cominciò pertanto ad associare questo ciclo vitale con quello assai simile del Sole, che nel suo lento ed inesorabile viaggio muore ad Ovest e sorge ad Est, infondendo la vita sulla Terra.
La Peste Nera “Giri intorno alle rose, con le tasche piene di fiori La pulce dei topi, Xenopsilla cheopis, ed in minor misura Pulex irritans, rappresentano i vettori di una malattia infettiva, sostenuta da un batterio chiamato Yersinia pestis, tristemente presente fin dai tempi più antichi e nota col nome di Peste. Il serbatotio di questa malattia è rappresentato dai topi, dai quali la malattia diffonde agli esseri umani attraverso il morso delle pulci. Nell’anno 1348 d.C. questa malattia dilagò come non mai in tutta Europa ed a causa dell’enorme impatto che ebbe, come costo di vite umane, i medievali europei la chiamarono “La Grande Epidemia”, mentre quelli musulmani “L’Anno Della Distruzione”; ai giorni nostri è nota come “Peste nera”.
Il ronzio delle zanzare secondo Aristofane Le zanzare dovevano essere assai diffuse presso gli antichi Greci. Aristofane (450-388 a.C.) nella sua commedia “le nuvole” (Νεφέλαι) cerca di spiegare in maniera assai comica l’origine del fastidioso e caratteristico ronzio di questi insetti: IL DISCEPOLO – Cerefone, del villaggio di Sfettios, domandava a Socrate se egli credeva che la zanzara ronzasse con la bocca o con il sedere.
Lotta contro gli insetti: scomuniche e processi L'uomo, fin dai tempi più antichi, ha intrapreso una dura lotta contro gli insetti dannosi o molesti, sfociando in alcuni casi in episodi assai curiosi. Nel XV secolo, l'Arcivescovo di Losanna, scomunicò i maggiolini, mentre nel 1562 l'Arcivescovo di Parigi scomunicò gli insetti devastatori dei vigneti. Nel 1320 invece, ad Avignone, venne tenuto un vero e proprio processo ai maggiolini, preceduto da un pubblico bando diretto agli insetti, il quale si concluse con la condanna all'esilio dei maggiolini, costretti a vivere in un'area a loro assegnata dall'insolita sentenza.
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