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Problematiche sanitarie da artropodi in ambiente confinato


Alcuni ambienti confinati, come quello delle abitazioni o degli uffici, delle scuole o delle aziende, possono favorire lo sviluppo di certi artropodi, perlopiù insetti ed acari, che, interagendo con l’uomo, finiscono per determinare l’insorgenza di stati patologici a carico soprattutto della cute e del sistema respiratorio.

Il phylum degli Arthropoda è estremamente variegato, sia sotto il profilo morfologico che sotto quello bio-etologico e non stupisce, quindi, come i suoi rappresentanti abbiano potuto adattarsi ai più svariati cambiamenti del nostro pianeta, riuscendo a colonizzare le abitazioni, gli ambienti di lavoro ed anche gli oggetti di uso comune, come i mobili o gli stessi alimenti, gli animali domestici e persino l’uomo.

Gli acari e gli insetti di interesse dermatologico, in grado di interagire con la cute e di produrre lesioni, prurito o, comunque, patologie fastidiose e ricorrenti, sono numerosi e strettamente correlati al tipo di arredamento, alla presenza di animali domestici o di piante e alla presenza di alimenti ad alto rischio ambientale, quali, per esempio, prosciutti interi in stagionatura.

Fig. 1 Pyemotes ventricosus

Spesso si tratta di semplici lesioni eritematose, altre volte di lesioni da puntura di tipo strofuloide, con formazioni papulo-pomfoidi circondate da un alone eritematoso. Gli acari e gli insetti responsabili di tali dermopatie, invero molto frequenti negli ambienti domestici, possono irritare la cute umana con le loro setole (es. Glycyphagus domesticus), i liquidi esuviali, le deiezioni, oppure perforandola attraverso i propri cheliceri acuminati come aghi, come il Pyemotes (Fig. 1), o attraverso il loro lungo e potente pungiglione (per es. Scleroderma). 

L’ambiente confinato si presta allo sviluppo di altri artropodi responsabili di patologie di tipo respiratorio. E’ il caso ad esempio dei noti acari del genere Dermatophagoides (Fig. 2), i cosiddetti “acari della polvere”, i quali vivono all’interno di materassi, cuscini, piumoni, ma anche sul pavimento, nella moquette, nei tappeti, dove si nutrono di microscopiche muffe che sviluppano sugli alimenti e sulle squame cutanee che si distaccano naturalmente dalla nostra pelle quando dormiamo. Si tratta di piccoli organismi visibili solo al microscopio, lunghi da 150 a 400 µm, le cui femmine depongono da 40 a 400 uova nel corso della loro vita. Da queste schiudono delle piccole larve esapodi, estremamente mobili, che si nutrono voracemente tra le fibre dei tessuti, emettendo feci fortemente allergizzanti per l’uomo, in grado di causare spasmo bronchiale e accessi asmatici talora molto forti.


Fig. 2 Dermatophagoides pteronyssinus

 

 

 

 

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