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Fig. 1: Dermatophagoides pteronyssinus (Acari: Pyroglyphidae). Questo acaro, insieme a D. farinae, è uno dei principali responsabili di patologie respiratorie di natura allergica nell'uomo. Si rinviene tipicamente all'interno dei materassi, cuscini, piumoni e non di rado nella moquette. Le feci, rilasciate dalle larve di questo acaro, se inalate, possono scatenare, nei soggetti sensibilizzati, riniti allergiche fino a fenomeni asmatici di bronco-spasmo. L'EDPA consente di rilevare l'entità e lo stato della popolazione (percentuale di stadi vitali, non vitali, in riproduzione) degli acari presenti, in modo da intervenire precocemente con opportuni trattamenti. |
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Fig. 2: Scleroderma domesticum (Hymenoptera: Bethylidae). Si tratta di un microimenottero simile ad una minuscola formica, che vive e si riproduce all'interno di mobili tarlati, parassitando le larve del tarlo (Anobiidae). Possiede un potente aculeo attraverso il quale è in grado di infliggere numerose punture alle persone e agli animali domestici causando dermatiti fortemente pruriginose. |
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Fig. 3: Cimex lectularius (Hemiptera: Cimicidae). Si tratta della comune cimice dei letti, un insetto ematofago e notturno che si rinviene frequentemente nelle abitazioni e negli alberghi. Qui si nasconde, di giorno, nelle pieghe dei materassi, dietro i battiscopa, nelle fessurazioni degli infissi ed esce, di notte, per nutrirsi pungendo le persone dormienti. Bisogna sapere che le fasi giovanili di questo insetto, in particolare le prime neanidi, sono piccolissime e pressoché invisibili ad occhio nudo, al contrario degli adulti, e la loro presenza non può essere svelata se non attraverso una metodica diretta come l'EDPA. |
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Fig. 4: Solenopsis invicta (Hymenoptera: Formicidae). Si tratta di una minuscola formica lunga 2-3 millimetri che infesta frequentemente le abitazioni che hanno un giardino o piante, in particolare quegli ambienti nei quali vengono tenute Cupressaceae. Gli abeti natalizi, per esempio, mantenuti per lungo tempo all'interno delle abitazioni sono, a volte, una delle fonti di infestazione più frequente. Questa formica, che non compare mai in gruppo né in quantitativi elevati, possiede un lungo aculeo attraverso il quale infligge dolorose punture all'uomo. Difficile da rilevare attraverso una semplice osservazione ambientale, è stata, fino ad oggi svelata in Centro Italia, solo attraverso l'EDPA. |
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Fig. 5 : Ctenocephalides felis (Syphonaptera: Ctenocephalidae). E' la comune pulce del gatto, un insetto ematofago in grado di insediarsi nelle abitazioni riproducendosi all'interno. Il gatto rilascia nell'ambiente sia gli adulti che le uova di questo parassita le cui larve sviluppano in tappeti, poltrone, divani, nutrendosi di detriti e delle feci degli adulti. Questi pungono ripetutamente le persone, soprattutto alle gambe, producendo grosse lesioni fortemente pruriginose. |
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Fig. 6: Pyemotes ventricosus (Acari: Pyemotidae). Questo acaro, che si osserva nella forma gravida nell'illustrazione, sviluppa frequentemente all'interno delle abitazioni a spese delle larve del tarlo dei mobili. Si può considerare come la prima causa di dermatite allergica indoor. La sua puntura determina la formazione di lesioni strofuloidi, caratterizzate da una microvescicola circondata da un alone eritematoso. Il prurito è forte ed il numero di punture che può infliggere su tutto il corpo è talora enorme. Tale acaro ambientale viene diagnosticato facilmente attraverso l'EDPA. |

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Fig. 7: Glycyphagus domesticus (Acari: Glycyphagidae). Questo acaro, invero molto frequente all'interno delle abitazioni, sviluppa laddove siano presenti muffe parietali o dove il tasso di umidità ambientale sia superiore al 60%. Possiede delle setole pluriramificate che si distaccano facilmente e che, se vengono a contatto con la pelle, la irritano fortemente determinando un quadro di follicolite diffusa. Prediligono nascondersi all'interno delle cuciture dei vestiti, soprattutto nella biancheria intima, nelle stoffe in generale e intorno al legname ammuffito. E' chiamato anche acaro del prurito e determina, talora, lesioni simili alla scabbia che vengono chiamate “Falsa scabbia”. L'EDPA ne svela la presenza e consente al medico di differenziare tali forme da quelle di scabbia banale. |

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Fig. 8: Argas reflexus (Acari: Argasidae). Si tratta della più comune zecca dei piccioni, un acaro ematofago, parassita a tutti gli stadi, dei volatili e dell'uomo. Penetra attivamente all'interno delle abitazioni attratto dall'anidride carbonica che viene emessa respirando, oppure viene trasportato, allo stadio di larva, dai piccioni che si posano sui davanzali o sui balconi. L'acaro penetra nelle case e si nasconde in anfratti e fessure, potendo permanere vitale e a digiuno a lungo, per molti mesi ed anche per anni. Quando le condizioni ambientali diventano favorevoli, in mancanza di un ospite volatile, questo acaro attacca l'uomo. Particolarmente aggressive sono le larve di A. reflexus, difficilmente osservabili in quanto pressoché invisibili ad occhio nudo, ma facilmente rilevabili attraverso l'EDPA
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Fig. 9 : Sarcoptes scabiei (Acari: Sarcoptidae). Questo acaro, invisibile ad occhio nudo, è causa della scabbia dell'uomo e della rogna sarcoptica dei mammiferi. Deve considerarsi, sotto il profilo tassonomico, come una unica specie con differenti forme e/o varietà in grado di adattarsi all'uomo o agli animali. Pur vivendo all'interno di gallerie intradermiche nell'uomo (scabbia banale o norvegese) o negli animali (rogna), può essere rinvenuto nell'ambiente attraverso l'EDPA, insieme o all'interno di squame cutanee perse per grattamento. Tale possibilità diagnostica può essere d'aiuto al medico per evitare di effettuare sul proprio paziente una diagnosi parassitologica invasiva, per scarificazione. |
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Fig. 10 : Cheyletiella blakei (Acari: Cheyletiellidae). Si tratta di un acaro presente nel mantello del gatto sul quale produce piccole lesioni sul dorso evidenziabili alla palpazione. (il cane viene infestato da C. pasguri e il coniglio da C. parasitivorax). Quando l'animale sale sul letto o sui divani rilascia in queste sedi gli acari che da qui sono pronti a salire su un ospite umano. Essi vagano sulla pelle e sui vestiti dell'uomo pungendolo ripetutamente e producendo centinaia di lesioni pruriginose soprattutto alla pancia, al petto ed alle braccia.
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