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Fig. 1: Acari ambientali. Nell'immagine vediamo due acari tipici del prosciutto in stagionatura: Tyrophagus putrescentiae e Lepidoglyphus destructor. Il primo è un infestante poco patogeno per l'uomo ed è caratterizzato dalla presenza di una sutura trasversale anteriore del corpo (freccia A); il secondo invece, caratterizzato dall'assenza della suddetta sutura (freccia B), è un infestante estremamente patogeno per l'uomo, in grado di determinare gravi dermatiti. Il prosciutto deve pertanto essere ispezionato prima della vendita per verificare l'eventuale presenza di questo acaro che può insediarsi stabilmente all'interno delle abitazioni provocando dermatiti strofuloidi ricorrenti. |
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Fig. 2: Lepidoglyphus destructor (Acarina: Glycyphagidae). Acaro ricorrente nei prosciuttifici ed in molte aziende della filiera agro-alimentare, dove è causa di prurito e dermatiti nel personale addetto alla lavorazione dei prodotti. Presenta delle microsetole che entrando in contatto con la cute determinano fenomeni irritativi a sfondo allergico. |
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Fig. 3: Dermatophagoides farinae (Acarina: Pyroglyphydae). Acaro frequente nelle aziende che lavorano e conservano prodotti farinacei e derivati. Qui l'acaro si riproduce emettendo feci fortemente allergizzanti, causa di allergie di tipo respiratorio nell'uomo (rinite allergica, tosse, asma bronchiale).
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Fig. 4: Acarus siro (Acarina: Acaridae). Acaro frequente nei prodotti farinacei mal conservati o in residui inumiditi di essi presenti in ambienti trascurati. Qui essi si riproducono conferendo al substrato infestato proprietà allergizzanti che possono determinare nell'uomo una dermatite allergica che simula la sintomatologia scabbiosa, detta per questo falsa scabbia. |
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Fig. 5: Larva di Anthrenus (Coleoptera: Dermestidae). I peli e le esuvie di questo insetto le cui larve infestano i prodotti alimentari, possiedono proprietà allergizzanti; da qui la necessità di svelarne i focolai all'interno delle aziende agro-alimentari. |
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Fig. 6: Granaglie parassitate da Anthrenus verbasci. Le larve di questo insetto, estremamente polifaghe, sono in grado di attaccare qualsiasi alimento di origine vegetale o animale e persino di forare le confezioni. Spesso penetrano all'interno delle aziende attratti dai resti degli insetti accumulati nelle trappole luminose non periodicamente svuotate. |
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Fig. 7: Stegobium paniceum su pasta (Coleoptera: Anobidae). Le larve di questo coleottero si nutrono di derrate alimentari secche di origine vegetale, nonché di vari tipi di spezie riescono a forare persino le confezioni aprendo la strada ad infestanti secondari. Come si può osservare nell'immagine il substrato viene eroso ed insudiciato dalle feci di questi insetti. |
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Fig. 8: Musca domestica (Diptera: Muscidae). La sua particolare modalità alimentare, tipica di molti ditteri, che consiste nel rigurgitare sul cibo ed allo stesso tempo di defecare, rende questo insetto un importante contaminante per gli alimenti. |
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Fig 9: Drosophila melanogaster (Diptera: Drosophilidae). Questo moscerino è attratto dalle sostanze in fermentazione, dal vino, dall'aceto, dalla frutta matura, ecc. in cui determina dei focolai larvali. Se queste sostanze contaminate vengono ingerite causano una patologia gastroenterica nota come “miasi”. |
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Fig. 10: Larve di Fannia canicularis (Diptera: Fanniidae). Le larve di questi insetti, prediligendo come substrato di sviluppo materiali organici in decomposizione, sono frequenti nelle aziende agro-alimentari a livello delle canalette di scolo, nelle deiezioni e carcasse dei topi, nei residui organici di lavorazione dei prodotti che non sono stati rimossi. |
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Fig. 11: Sarcophaga carnaria (Diptera: Sarcophagidae). Questa mosca è frequente nei prosciuttifici e nelle aziende di lavorazione delle carni ed in quelle che utilizzano materiali di origine animale (farina di pesce, farina di latte, uova, ecc.). Al contrario della maggior parte delle altre mosche questo insetto è viviparo e deposita quindi delle larve di primo stadio direttamente nel substrato organico, disgregandolo completamente nel giro di pochi giorni. |
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Fig. 12: Plodia interpunctella in accoppiamento (Lepidoptera: Piralidae). Insetto infestante molto frequente nelle aziende che lavorano cereali, farine, cibi secchi, nocciole, mandorle, ecc. Le loro larve emettono dei fili sericei che sono ben evidenti all'interno dei prodotti finiti infestati. Esse sono in grado di perforare le confezioni e possono tollerare elevate temperature ambientali (fino a 37°C). |
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Fig. 13: Aspetto della farina infestata da Ephestia kuehniella o Plodia interpunctella. Il materiale si presenta tipicamente aggregato da fili sericei secreti dalle larve che si sviluppano e mutano in pupe al suo interno. Il sistema EDPAI permette di intervenire direttamente a livello dei focolai larvali - che a volte persistono per oltre 9 mesi - non individuabili mediante i sistemi convenzionali (trappole luminose o a feromoni) che rilevano la sola presenza di adulti, dalla vita assai breve (5-13 giorni). |
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Fig. 14: Larve di Tenebrio molitor su fette biscottate (Coleoptera Tenebrionidae). Le larve di questi coleotteri, così come quelle di Tribolium castaneum e T. confusum, si rinvengono frequentemente su cereali e loro derivati, nonché all'interno dei prodotti finiti, nascondendosi durante le ore diurne in crepe e fessure dei magazzini ed all'interno dei macchinari nei locali di lavorazione. Determinano danni diretti intaccando il proprio substrato alimentare, che viene ulteriormente danneggiato ed insudiciato con le loro esuvie larvali, facilmente sparse sugli alimenti dalle correnti d'aria. |
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Fig. 15: Sitophilus oryzae (Coleoptera Terebrionidae). Questo coleottero intacca le cariossidi di vari cereali (mais, orzo, riso, segale, avena) forandole con il proprio apparato boccale e deponendovi all'interno delle uova, da cui sviluppano le larve che si nutrono svuotando dall'interno i semi. Infesta inoltre altre derrate alimentari come paste alimentari, manioca, patate dolci essiccate, crusca pellettata, ecc., inducendo un aumento dell'umidità dei prodotti con conseguente sviluppo di muffe. |
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Fig. 16: Ninfa di Reduvius personatus (Hemiptera: Reduviidae). Si tratta di un insetto predatore che sviluppa frequentemente all'interno delle aziende agro-alimentari nutrendosi di infestanti. E' di grande interesse sotto il profilo sanitario per le punture che può infliggere all'uomo. |
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Fig. 17: Oryzaephilus surinamensis (Coleoptera: Cucujdae). Si tratta di un coleottero infestante secondario che si nutre di piccoli frammenti di prodotti farinacei derivati da precedenti infestazioni. Essendo assai schiacciato dorso-ventralmente penetra facilmente negli interstizi e piccole fessurazioni degli involucri alimentari. |
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Fig. 18: Alphitobius diaperinus (Coleoptera: Tenebrionidae). Colpisce in particolare le derrate alimentari in cattivo stato di conservazione. A causa di ciò può costituire una importante fonte di contaminazione batterica e fungina degli alimenti ed essere, dunque, indirettamente, pericoloso per la salute umana. Una caratteristica non trascurabile di questo coleottero è la colonizzazione dei pannelli di isolamento termico in poliuretano che sono frequenti in molti allevamenti. Tale comportamento causa notevoli danni economici di tipo strutturale. |