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Patologie umane dovute all'azione di artropodi patogeni rilevabili nell'ambiente con l'esame diretto delle polveri ambientali (E.D.P.A.)





LEPIDOGLYPHUS


Sottoclasse Acari

Famiglia Glycyphagidae
Genere Lepidoglyphus
Specie L. destructor
           

L’acaro Lepidoglyphus destructor è strettamente imparentato con il Glycyphagus (entrambi appartenenti alla famiglia Glycyphagidae). Raggiunge dimensioni di 350-500 micron. È anch’esso un acaro fungivoro e rispetto al Glycyphagus domesticus questo acaro ha un habitat d'origine più rustico: è, infatti più frequente di quest'ultimo nei prodotti farinacei grezzi presenti nelle industrie, nei magazzini di stoccaggio aziendale e si rileva frequentemente nel legname da camino che introduciamo dentro la nostra casa.



Fig. 1
Lepidoglyphus destructor


CICLO VITALE

È un acaro che richiede per il proprio sviluppo condizioni di umidità piuttosto alte, nonché temperature favorevoli. Ad una temperatura di 23-25°C e con un umidità relativa dell’80-90% il ciclo vitale si completa in circa 10-22 giorni. La femmina adulta depone, nell’arco di questo periodo, circa 120 uova. Dalle uova fuoriescono le larve esapodi che mutano in protoninfe ottopodi, tritoninfe e adulti. Se le condizioni ambientali sono avverse, al pari del Glycyphagus, lo stadio ninfale può divenire quiescente trasformandosi in ipope, una forma ninfale di resistenza in grado di sopravvivere a lungo finché le condizioni ambientali non divengano favorevoli al suo sviluppo. A questo punto l’acaro continua la sua evoluzione  fino allo stadio di adulto e si riproduce rapidamente colonizzando gli ambienti in cui si trova. E’ possibile vedere ad occhio nudo, come piccoli puntini biancastri, le femmine di questa specie e trovarsele sui mobili di casa o dentro il proprio letto!

PROBLEMATICHE SANITARIE

Come Glycyphagus domesticus questo acaro è in grado di determinare l’insorgenza di problemi respiratori ma, soprattutto di carattere dermatologico. La sua presenza si correla al prurito cutaneo, alla follicolite, a fenomeni cutanei a volte così gravi da simulare la scabbia (la c.d. “falsa scabbia”). Le microsetole di cui sono dotati i lunghi peli di questa specie si conficcano sulla cute ed esercitano il loro potere allergizzante. Il loro passaggio sugli indumenti, soprattutto quelli intimi, e la predilezione per le cuciture, rende spesso la biancheria inutilizzabile, in quanto fastidiosa da indossare e spesso causa di arrossamenti, soprattutto nelle parti strette da elastici. Sono sufficienti piccoli focolai di questo acaro per rendere inadoperabile della merce preziosa. In casa basterà, invece, lavare la biancheria più volte in abbondante acqua per rimuovere le setole di questo acaro, effettuare dei trattamenti mirati  e rimuovere  scrupolosamente i corpi morti degli acari con un buon aspiratore.

DIAGNOSTICA

E’ indispensabile sapere con quale Glycyphagidae si ha a che fare perché se si tratta di Lepidoglyphus destructor  bisogna trovare l’origine dell’invasione all’esterno, molto spesso nel legname da camino che abbiamo portato dentro casa o in piante da appartamento o in vecchi cartonaggi che tenevamo in giardino e che abbiamo poi portato all’interno della nostra abitazione… Se si tratta di Glycyphagus domesticus l’origine dell’infestazione può essere interna e dovremo guardare a problemi strutturali che portano ad una anomala umidità parietale o ad un innalzamento interno  della percentuale di UR globale.

Scoprire di che acaro si tratta è compito dell’EDPA, il metodo di elezione per diagnosticare la presenza di questi acari in ambienti domestici e confinati di ogni tipo, pubblici e privati (uffici, scuole, ecc.). Sapere di che acaro si tratta ci indirizzerà nello scoprire cos’è accaduto e ci permetterà di scoprire dove si localizza e si riproduce, così da poterlo combattere con dei trattamenti mirati. L’EDPA, inoltre, ci dirà anche se l’acaro si è adattato all’ambiente in cui si trova e se si è riprodotto, oppure se sta solo cercando di sopravvivere e si sta solo trasformando in deutoninfa ipopiale. Tutto ciò ci permetterà di capire meglio la situazione e ci spiegherà come e perché - a volte improvvisamente - possano insorgere dal nulla infestazioni inaspettate. Non dobbiamo dimenticare che proprio questo acaro è stato rilevato all’esterno di prosciutti in stagionatura e può pertanto accadere che attraverso i salumi questo artropode venga ad essere introdotto dentro casa. E’ una eventualità questa da considerare quando acquistiamo un prosciutto intero od anche una forma di formaggio ben stagionato (anche qui questo acaro può rinvenirsi con una certa frequenza). Vi consigliamo di utilizzare, in questi casi, le più banali precauzioni igieniche, che consistono nel ripulire bene e frequentemente l’ambiente nel quale li avete stoccati o il luogo dove più spesso li appoggiate.

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