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CICLO VITALE
È un acaro che richiede per il proprio
sviluppo condizioni di umidità piuttosto alte, nonché temperature favorevoli.
Ad una temperatura di 23-25°C
e con un umidità relativa dell’80-90% il ciclo vitale si completa in circa
10-22 giorni. La femmina adulta depone, nell’arco di questo periodo, circa 120
uova. Dalle uova fuoriescono le larve esapodi che mutano in protoninfe
ottopodi, tritoninfe e adulti. Se le condizioni ambientali sono avverse, al
pari del Glycyphagus, lo stadio
ninfale può divenire quiescente trasformandosi in ipope, una forma ninfale di
resistenza in grado di sopravvivere a lungo finché le condizioni ambientali non
divengano favorevoli al suo sviluppo. A questo punto l’acaro continua la sua
evoluzione fino allo stadio di adulto e
si riproduce rapidamente colonizzando gli ambienti in cui si trova. E’
possibile vedere ad occhio nudo, come piccoli puntini biancastri, le femmine di
questa specie e trovarsele sui mobili di casa o dentro il proprio letto!
PROBLEMATICHE SANITARIE
Come Glycyphagus
domesticus questo acaro è in grado di determinare l’insorgenza di problemi
respiratori ma, soprattutto di carattere dermatologico. La sua presenza si correla
al prurito cutaneo, alla follicolite, a fenomeni cutanei a volte così gravi da
simulare la scabbia (la c.d. “falsa scabbia”). Le microsetole di cui sono
dotati i lunghi peli di questa specie si conficcano sulla cute ed esercitano il
loro potere allergizzante. Il loro passaggio sugli indumenti, soprattutto
quelli intimi, e la predilezione per le cuciture, rende spesso la biancheria
inutilizzabile, in quanto fastidiosa da indossare e spesso causa di arrossamenti,
soprattutto nelle parti strette da elastici. Sono sufficienti piccoli focolai
di questo acaro per rendere inadoperabile della merce preziosa. In casa
basterà, invece, lavare la biancheria più volte in abbondante acqua per
rimuovere le setole di questo acaro, effettuare dei trattamenti mirati e rimuovere
scrupolosamente i corpi morti degli acari con un buon aspiratore.
DIAGNOSTICA
E’ indispensabile sapere con quale Glycyphagidae si ha a che fare perché se
si tratta di Lepidoglyphus destructor
bisogna trovare l’origine dell’invasione all’esterno, molto spesso nel
legname da camino che abbiamo portato dentro casa o in piante da appartamento o
in vecchi cartonaggi che tenevamo in giardino e che abbiamo poi portato
all’interno della nostra abitazione… Se si tratta di Glycyphagus domesticus l’origine dell’infestazione può essere
interna e dovremo guardare a problemi strutturali che portano ad una anomala
umidità parietale o ad un innalzamento interno della percentuale di UR globale.
Scoprire di che acaro si tratta è
compito dell’EDPA, il metodo di elezione per diagnosticare la presenza di
questi acari in ambienti domestici e confinati di ogni tipo, pubblici e privati
(uffici, scuole, ecc.). Sapere di che acaro si tratta ci indirizzerà nello
scoprire cos’è accaduto e ci permetterà di scoprire dove si localizza e si
riproduce, così da poterlo combattere con dei trattamenti mirati. L’EDPA,
inoltre, ci dirà anche se l’acaro si è adattato all’ambiente in cui si trova e
se si è riprodotto, oppure se sta solo cercando di sopravvivere e si sta solo
trasformando in deutoninfa ipopiale. Tutto ciò ci permetterà di capire meglio
la situazione e ci spiegherà come e perché - a volte improvvisamente - possano
insorgere dal nulla infestazioni inaspettate.
Non dobbiamo dimenticare che proprio questo acaro è stato rilevato
all’esterno di prosciutti in stagionatura e può pertanto accadere che
attraverso i salumi questo artropode venga ad essere introdotto dentro casa. E’
una eventualità questa da considerare quando acquistiamo un prosciutto intero
od anche una forma di formaggio ben stagionato (anche qui questo acaro può
rinvenirsi con una certa frequenza). Vi consigliamo di utilizzare, in questi
casi, le più banali precauzioni igieniche, che consistono nel ripulire bene e
frequentemente l’ambiente nel quale li avete stoccati o il luogo dove più
spesso li appoggiate.
BIBLIOGRAFIA
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