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Patologie umane dovute all'azione di artropodi patogeni rilevabili nell'ambiente con l'esame diretto delle polveri ambientali (E.D.P.A.)





PULICOSI


Classe Insecta

Famiglia Ctenocephalidae
Genere Ctenocephalides
Specie C. canis, felis

Famiglia Ceratophillidae
Genere  Ceratophillus
Specie   Ceratophillus gallinae

Famiglia Pulicidae
Genere Pulex
Specie P. irritans


Le pulci sono insetti ematofagi, atteri, di colore bruno scuro, di piccole dimensioni (1 – 8 mm di lunghezza), ectoparassiti dei mammiferi e degli uccelli. Hanno corpo appiattito lateralmente e arti forti e lunghi, di cui il terzo paio forgiato per il salto. 

A livello della parte anteriore-ventrale della testa gli adulti di molte specie, presentano particolari strutture a forma di pettine, dette ctenidi genali, che utilizzano quale mezzo di adesione al pelo. Il margine posteriore del protorace possono essere presenti anche degli ctenidi pronotali. L’apparato boccale, pungente e succhiatore, permette a questi insetti di nutrirsi a più riprese del sangue dell’ospite.




Fig. 1 Ctenocephalides felis
Sono state riconosciute circa 2500 specie di pulci nel mondo, divise in 15 famiglie ed in 220 generi (Lewis, 1993a, 1998). Le specie di pulci più importanti alle nostre latitudini sono Pulex irritans, la pulce dell’uomo, Ctenocephalides canis e C. felis, la pulce del cane e del gatto, e Ceratophyllus gallinae, la pulce più comune dei volatili. In linea di massima ciascuna specie ha un proprio ospite preferenziale, sebbene C. felis abbia sviluppato, rispetto alle altre, un maggiore adattamento al parassitismo di varie specie di ospiti, tra cui l’uomo.


CICLO VITALE

Sono insetti olometaboli, a metamorfosi completa. Buona parte del ciclo vitale si svolge fuori dall’ospite. La femmina depone da 2 a 6 uova ovali ed allungate (lunghe 5 mm), dopo ogni pasto di sangue, direttamente sull’ospite o sul terreno. Una femmina di Pulex irritans può produrre nell'arco della sua vita circa 400 uova. Quelle depositate direttamente fra i peli dell’ospite cadono a terra, non avendo organi di adesione di alcun tipo.  Se le condizioni ambientali sono favorevoli, in 2 – 5 giorni schiudono delle larve vermiformi a vita libera. 

La larva misura circa 4-10 mm e risulta apode e cieca. Presenta un corpo diviso in 13 segmenti ed una testa dotata di apparato boccale masticatore, con cui si nutre di residui organici ed, in molte specie, dei residui fecali di sangue parzialmente digerito dagli adulti. La fase larvale si protrae da 9 a circa 200 giorni durante i quali avvengono generalmente due mute. mutando. Quando la larva di terzo stadio è ormai matura, tesse intorno a se  un bozzolo sericeo auto-secreto, di colore grigio-biancastro e lungo circa 3 mm, dentro il quale si trasforma in pupa. Dopo un periodo che varia da circa 7 giorni ad 1 anno, fuoriesce l’insetto adulto che va subito alla ricerca dell’ospite per cominciare a nutrirsi.

La durata dell’intero ciclo vitale dipende dalle condizioni ambientali: temperatura ed umidità sono i fattori determinanti. In condizioni ottimali l’intero ciclo può essere completato in circa 3 settimane.

PROBLEMATICHE SANITARIE

L’attività patogena di questi insetti non si ferma alla semplice azione anemizzante e dermo-irritativa, rilevabile in corso di infestazioni massive. La Pulex irritans è considerata uno dei vettori della peste, sostenuta da un batterio chiamato Yersinia pestis. Mentre Ctenocephalides canis e felis sono gli ospiti intermedi della tenia del cane (Dipylidium caninum). Pulex irritans e Ctenocephalides felis sono fra le specie implicate nella trasmissione all'uomo del tifo murino, malattia infettiva sostenuta da Rickettsia typhi.

Nel cane e nel gatto, così come nell’uomo, C. felis è anche il fattore eziologico coinvolto nello sviluppo della dermatite allergica alle pulci (DAP), causata da una sensibilizzazione immunomediata (ipersensibilità di tipo I e IV) alla saliva di questi insetti.

La sintomatologia clinica nell’uomo è piuttosto variegata. In genere insorgono delle lesioni papulose urticarioidi, altamente pruriginose, con al centro di ognuna un piccolo punto emorragico. La distribuzione classica delle lesioni negli adulti viene chiamata “colazione, pranzo e cena”, in ragione della loro distribuzione a gruppi di tre. Nei bambini possono essere più numerose, spesso diffuse. Un termine piuttosto disusato indicava il complesso di queste lesioni con il termine di “orticaria papulosa”. In entrambi i casi le lesioni si rinvengono preferenzialmente nelle regioni distali degli arti.



Fig. 2 Lesioni da Ctenocephalides felis

DIAGNOSTICA

Il principale problema della pulicosi è quello che si rileva in ambienti confinati nei quali pochi esemplari di pulce sono in grado di originare un gran numero di lesioni. Poiché non è facile differenziare le lesioni prodotte dalle pulci rispetto a quelle  determinate da altri artropodi e non è facile individuarne la presenza con una semplice ispezione visiva, il metodo EDPAI si può considerare di elezione per svelare le tracce di questi insetti e rilevarne quindi la presenza in un ambiente. Sapere che in casa nostra ci sono delle pulci ci permette di agire con appropriati insetticidi ambientali ed eventualmente – qualora il responsabile sia il nostro cane – con antiparassitari specifici.  Dobbiamo ricordare sempre che la pulce è un parassita mobile tra animale e ambiente e che la sua presenza non sempre si correla alla presenza di un animale. Possiamo averla introdotta noi stessi nella nostra abitazione  o può essere penetrata da sola attraverso il giardino di casa. In ogni caso la pulce resiste al digiuno molto tempo e non muore se sta lontana dall’animale. Un ambiente, pertanto, può ospitare delle pulci anche in assenza di animali. Solo l’EDPAI può dirci se la causa della nostra dermatite si deve attribuire alla presenza occulta di questo parassita o ad altri artropodi. 

 

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